Lo spread Btp/Bund chiude in lieve contrazione a 141,847pb, avendo accelerato al ribasso dopo che, per la prima volta dall'aprile 2018, il rendimento del Ctz in sede d'asta è tornato in territorio negativo, a -0,236%, rispetto allo 0,008% di fine agosto.
La domanda è stata di quasi 3 miliardi di euro, a fronte degli 1,5 miliardi messi in asta dal Mef, con un rapporto bid-to-cover di 1,99. In netto calo di oltre 100 pb anche il rendimento del Btpei al 2041, collocato con un tasso di finanziamento dello 0,67%.
L’asta dei Ctz ha beneficiato del pacchetto di stimoli monetari annunciati dalla Bce, comprendente il taglio dei tassi e la ripresa del Qe, e di un governo più favorevole all'Europa e prudente sui conti pubblici. Restando sul fronte primario, la Germania ha collocato 2,382 miliardi di euro di Bund a 10 anni al -0,61% di rendimento, in risalita dai minimi storici di un mese fa, a fronte di una domanda di 5,8 miliardi di euro. Il sentiment di mercato è rimasto tiepido nella zona euro dopo che l'indagine dell'Istituto Ifo ha fornito ieri segnali contrastanti sulla salute dell'economia della Germania: le misure di investimento ambientale in Germania (54 miliardi di euro)potrebbero rivelarsi troppo modeste per spingere in rialzo i rendimenti obbligazionari. Infatti le aspettative di esportazione del settore manifatturiero sono peggiorate, scendendo a -5,2 punti a settembre, evidenziando come la leggera ripresa dello scorso mese sia stata solo di breve durata. Gli analisti ritengono che se, la Banca centrale europea, rivolgesse maggiormente la sua politica di Qe verso le società non inquinanti, la Germania promuoverebbe molti più investimenti nelle tecnologie green capaci di rilanciare il tessuto produttivo e le esportazioni tedesche.