Nella seduta odierna si è registrato un netto miglioramento della fiducia degli investitori che ha portato il rendimento del Bund decennale tedesco, ritenuto come il bene rifugio per eccellenza, a trattare nuovamente in territorio positivo, attestandosi al +0,01%, in aumento di 6 punti base. I titoli di Stato dell'area core dell'Eurozona sono stati spinti al rialzo dall'ottimismo sulle trattative commerciali tra Washington e Pechino e dai dati positivi sul comparto dei servizi e delle vendite al dettaglio in Cina e nell'Eurozona.
I negoziatori commerciali statunitensi e cinesi hanno risolto la maggior parte delle controversie, anche se rimangono alcuni punti critici la cui risoluzione richiederà compromessi da entrambe le parti.
Per quanto riguarda invece i dati macroeconomici cinesi, l'indice Pmi Caixin di marzo è salito sui massimi da 14 mesi a 54,4 punti. Si tratta di un’altra prova, dopo i Pmi manifatturieri resi noti nella giornata di lunedì, del fatto che le misure di stimolo varate dal Governo cinese stiano iniziando ad avere i loro frutti e che i fondamentali stiano mostrando segnali di miglioramento.
Positiva anche la lettura sull'indice Pmi composito finale di marzo dell’Eurozona, attestatosi a 51,6 punti, sopra la lettura preliminare e il consenso fissati entrambi a 51,3 punti. Tale lettura rafforza l'idea che la domanda interna e il terziario possano aiutare l'economia europea a effettuare un rimbalzo nel 2* semestre del 2019. Da segnalare, anche per il Bel Paese, il miglioramento del dato sul Pmi servizi, attestatosi a 53,1 punti, anch’esso sopra le attese del consenso.
In conclusione, lo spread Btp/Bund chiude poco mosso a 260,697 punti base rispetto ai 259,074 pb della chiusura di ieri.