Giornata sulle montagne russe per l'obbligazionario europeo, che ha chiuso con rendimenti quasi invariati dopo aver passato buona parte della seduta in rialzo come ieri.
A stemperare il sentiment degli investitori è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha affermato di non aver ancora accettato di rimuovere le tariffe sui beni cinesi, anche se Pechino vorrebbe che lo facesse. Trump, parlando ai giornalisti, ha anche dichiarato che ha intenzione di firmare negli Stati Uniti qualsiasi accordo commerciale verrà raggiunto con la Cina.
Il rendimento del Bund è tornato al livello di apertura a -0,27%, mentre il rendimento del decennale italiano è salito di quattro punti all'1,28%. Lo spread Btp/Bund ha chiuso in allargamento a 144,908 punti base.
Le vendite che stanno colpendo tutti i titoli di Stato dell'Eurozona sono particolarmente forti sui Btp, non a causa di un singolo catalizzatore ma per molteplici fattori. Gli esperti sostengono che, i tassi dei Btp sono stati penalizzati dalle previsioni pessimistiche, della Commissione Europea, relative all’andamento dell’economia del nostro Paese ed i continui attriti all’interno esecutivo sui temi della manovra e dell’Ilva. Secondo gli analisti, l'allargamento dello spread Btp/Bund nelle ultime due sedute potrebbe essere dovuto anche, tra gli altri elementi, alle prese di profitto degli investitori che hanno puntato sulla compressione dei differenziali negli ultimi mesi. Per quanto riguarda la politica, la Bce, a settembre, ha varato una serie di manovre accomodanti che, tuttavia, potrebbero non bastare a stimolare la crescita e l'inflazione. Pertanto, sarebbero necessarie misure di stimolo fiscale da parte degli Stati dell'Eurozona per contrastare il trend ribassista dell'economia.