Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 134,138 punti base dopo la pubblicazione dei Pmi dell'Eurozona e dell'Ifo tedesco. Entrambi i dati hanno rallentato, sostenendo la tesi delle colombe della Bce che vogliono un approccio cauto e graduale nel percorso di normalizzazione della politica monetaria. E così i rendimenti del Bund tedesco si sgonfiano ulteriormente, puntando verso lo 0,50% sul decennale, mentre il Treasury Usa resta in calo ma con meno nervosismo. La Fed ha alzato come atteso i tassi a breve, ma si prevedono altri due rialzi dei tassi quest’anno. Lo stesso farà nel 2019, una volta in più rispetto alle due strette annunciate finora. Emergenti di riflesso in recupero, mentre i corporate high yield restano fiacchi. L'indice Pmi composito preliminare di marzo, elaborato da Ihs Markit, si è inoltre attestato a 55,3 punti, al di sotto dei 57,1 di febbraio e del consenso degli economisti, fissato a 56,8 punti. La lettura odierna è ai minimi da 14 mesi. La perdita di vigore dal positivo inizio d'anno è stata abbastanza elevata", ammette Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit, puntualizzando che parte del rallentamento è stato attribuito alle avverse condizioni meteorologiche. Daniele Antonucci e Jan Kozak di Morgan Stanley sottolineano invece che ciò potrebbe rendere la Bce piú cauta. In Germania inoltre l'indice Ifo si è attestato a 114,7 punti a marzo. Se l'indice sul sentiment delle imprese tedesche non fosse calato "sarebbe stata un'enorme sorpresa dato il rischio così elevato di una guerra commerciale", aggiunge Joerg Zeuner, capo strategist di KfW Group, il quale resta comunque ottimista sull'outlook economico della Germania.