I rendimenti obbligazionari dell'Eurozona sono in netto calo dopo la pubblicazione degli indici Pmi dell'Eurozona di settembre, che hanno indicato un'ulteriore rallentamento dell'economia dell'area euro ed un aumento del rischio di recessione, spingendo gli investitori ad acquistare asset più sicuri come i titoli di Stato. Il costo di finanziamento del Bund tedesco, dell'Oat francese e del Bonos spagnolo sono tutti in discesa di 6-7 pb. In particolare il rendimento del decennale tedesco si attesta a -0,58%. L’indice Pmi composito dell'Eurozona di settembre, pubblicato questa mattina, si è attestato a 50,4 punti, in calo rispetto ai 51,9 di agosto, e al di sotto del consenso degli economisti fissato a 52 punti. I dati di oggi serviranno anche alla Bce come prima valutazione degli effetti del suo pacchetto di misure e, conseguentemente, di quali nuovi stimoli monetari adottare per risollevare l’economia. L’attuale politica dell’Istituto di Francoforte non è in grado di accrescere l’inflazione della zona euro fino al livello-target del 2%: le nuove misure, quindi, rischiano di avere un impatto nullo in termini di obiettivo primario della Bce sulla stabilità dei prezzi. Per questi motivi gli analisti si attendono, a marzo 2020, un ulteriore taglio dei tassi di 10 pb e un’espansione del programma di acquisti, anche se le tempistiche sono fortemente incerte. Durante il discorso al Parlamento europeo di oggi, Draghi, ha rinnovato il suo invito a sostenere l'economia attraverso politiche fiscali più espansive e, molti Stati, stanno rispondendo positivamente, pianificando un aumento della spesa pubblica per far fronte ai cambiamenti climatici. Poco mosso lo spread Btp/Bund, che chiude a 141 pb, in attesa della pubblicazione del Def, prevista per il 27 settembre.