I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona terminano la seduta in calo, con il costo di finanziamento del Bund in discesa di 3 pb al -0,4%, dopo la riunione del Fomc, che ha lasciato i tassi di interesse fermi mantenendo un atteggiamento attendista. In dettaglio, la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse all'interno del range fra l'1,50% e l'1,75%, apportando una piccola modifica tecnica aumentando il tasso di interesse sulle riserve in eccesso di cinque punti base. Sui mercati, intanto, continuano a pesare i timori legati all'epidemia di coronavirus. Il governatore della banca centrale americana, Powell, ha descritto il coronavirus come una seria minaccia in grado di generare incertezze sulla crescita dell'economia mondiale, sebbene alcuni rischi legati alle recenti tensioni commerciali con il Paese asiatico siano diminuiti. Gli operatori attendono ora la riunione dell’Organizzazione mondiale della sanità in cui verrà rivalutata la sua visione della situazione. Sul fronte italiano, l'effetto Emilia Romagna continua a farsi sentire sugli asset italiani, con una netta diminuzione del rischio politico prezzato dai Btp rispetto al mese scorso.
Lo spread Btp/Bund ha chiuso poco mosso a 134,7 pb circa, per la massiccia quantità di carta italiana arrivata sul mercato questa settimana.
Il Ministero del Tesoro ha collocato con successo 8,75 miliardi di euro, il massimo della forchetta prevista, nell'asta di medio-lungo termine di fine mese. La domanda ha superato gli 11 miliardi di euro, ma il rapporto di copertura è sceso su entrambi i titoli a cedola fissa, al 2025 e al 2030. Gli operatori evidenziano come il livello delle richieste si sia mantenuto basso a causa dell’ammontare significativo dei titoli offerti quasi 9 miliardi di euro.