Il comparto obbligazionario mostra un andamento stabile senza evidenziare particolari tensioni nella seduta odierna, con lo spread Btp/Bund che si trova in lieve contrazione a quota 156,379 bps rispetto ai 158,315 della chiusura di ieri. Si segnala il ribasso de rendimento dei titoli italiani per la quasi totalità delle scadenze, con il decennale che tratta all’1,913% rispetto 1,958% di ieri. Merito del tempestivo intervento e delle rassicurazioni della BCE, la quale si è sempre detta pronta a venire incontro alle esigenze dei singoli paesi in caso di stress sul costo del proprio debito. Lieve contrazione anche dei Treasuries, i quali rendono il 2,367%, in continua diminuzione nell’ultima settimana. Domani l’Istituto di Francoforte terrà inoltre il meeting durante il quale è plausibile che si decida di prolungare il programma di acquisti di altri 6-9 mesi, rispetto all’ultima deadline fissata per marzo 2017. Il dubbio riguarda il volume degli acquisti che, data la scarsità di bond in circolazione, potrebbe iniziare ad avere un andamento decrescente. La BCE, spinta dal progressivo esaurimento delle obbligazioni in circolazione, guarda ora anche all’azionario e si ritiene pronta ad entrare nel capitale di rischio delle società per sostenere i mercati e stabilizzare il sentiment. In sottofondo continua a persistere la debolezza delle banche italiane in crisi, per le quali risulta assai difficile trovare investitori disposti ad investire nel proprio capitale di rischio. Il fondo Atlante, attraverso il salvataggio delle banche venete, non dispone più dei fondi necessari per procedere ad ulteriori ricapitalizzazioni. L’ipotesi di un salvataggio pubblico sembrerebbe ora l’unica alternativa, ma le divisioni interne al governo non lo rendono semplice. (riproduzione riservata)