Nonostante l’assenza di segnali di progressi nella trattativa con l’Ue sulla manovra 2019, lo spread Btp/Bund è in netta contrazione a 278,405 punti base. Le quotazioni dei Btp mostrano debolezze e il rendimento del benchmark decennale ha segnato nuovi minimi da fine settembre, al 3,07%. Gli analisti di Danske Banck ritengono che i tassi italiani a breve termine possano scendere ancora, a meno che lo scontro non si intensifichi. Secondo delle indiscrezioni riportate da Reuters, la Bce potrebbe condurre una nuova operazione di finanziamento Tltro a tassi variabili per il settore bancario. Il maggior sostegno di liquidità al comparto finanziario viene visto dal mercato con un supporto utile in particolare per le economie della periferia dell’Eurozona.
Invece il rendimento del Bund decennale tratta sui minimi del 2018 allo 0,28%. Per gli strategist di Unicredit il costo di finanziamento dei titoli di Stato tedeschi potrebbe scendere al livello dello 0,2%. Per gli esperti il movimento è innescato dalle recenti notizie negative sul fronte macroeconomico, dalla maggiore avversione al rischio sui mercati e dall’effetto contagio derivante dai Treasury, con il rendimento del decennale Usa in calo e con la curva dei tassi che si sta appiattendo lanciando segnali preoccupanti. "Effettivamente un'inversione della curva Usa ha preceduto ognuna delle ultime recessioni, con relativo mercato orso, il che porta naturalmente gli investitori a interrogarsi se anche stavolta sia partito il conto alla rovescia", afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners. Tuttavia, lo spread di rendimento tra il 2 anni e il 10 anni americano è ancora, sia pur di poco, inclinato positivamente.