L’ultima seduta della settimana si chiude con tassi di finanziamento in salita sui titoli di Stato dell'Eurozona. Il rendimento del Bund tedesco è aumentato di 6 punti base ed è tornato a trattare in territorio positivo, al +0,05%. Il movimento al rialzo dei tassi ha accelerato dopo la pubblicazione dei dati sulla produzione industriale nell'Eurozona, scesa meno delle attese a febbraio. La diminuzione dei timori di una recessione nell'Eurozona si è affiancata al sollievo portato dall'estensione della Brexit per un periodo di sei mesi e dalle letture sopra al consenso delle prime trimestrali delle società americane. Tutti questi elementi hanno portato a una minore richiesta di asset sicuri come i Bund e gli altri titoli di Stato dell'area core dell'Eurozona, che hanno registrato di conseguenza tassi in netta salita. Meno evidente è stato il rialzo dei titoli di Stato italiani, aiutati dalla maggior propensione al rischio e dalla ricerca di rendimenti da parte degli investitori. In lieve contrazione quindi lo spread Btp/Bund che chiude a 250,476 punti base. Nonostante l'allentamento della pressione sui Btp nelle ultime sedute, è necessario mantenere una certa cautela sui bond del Bel Paese, dato che all'orizzonte ci sono diversi eventi potenzialmente negativi. La Commissione europea dovrà, infatti, rivalutare il bilancio dell’Italia per il 2019 e l'avvio di una procedura per deficit eccessivo non è ancora stato escluso. In conclusione, lo spread Btp/Bonos si attesta a circa 135 pb, ben oltre il suo fair value che, secondo gli esperti, sarebbe compreso tra 90-95 pb. Il differenziale in eccesso rappresenta quindi il premio pagato dagli asset italiani rispetto a quelli spagnoli per l'instabilità politica e il rapporto debito/Pil più alto.