I rendimenti dei titoli di Stato in Europa rimangono stabili, ma persistono i timori legati alla progressiva diffusione del coronavirus. Il bilancio delle vittime ha superato quello della Sars del 2003, attestandosi a oltre 900 morti accertate. Gli ultimi dati dell’Oms mostrano però come il numero dei casi identificati stia diminuendo. Il tasso di crescita giornaliero, infatti, si è dimezzato al 14,5% ma nonostante ciò, la paura principale rimane quella legata ad una super-diffusione al di fuori della Cina.
Il tasso di finanziamento del Bund tedesco è -0,41%. A causa di un calendario dati scarno, da Unicredit spiegano che gli investitori continueranno a tenere sott’occhio la situazione cinese, creando un alone di incertezza che andrà ad impattare il livello dei rendimenti dei titoli di Stato europei. Oltre ciò, sottolineano come i bond dell’Eurozona abbiano seguito l’andamento del Bund negli ultimi mesi, con il Btp che segna una correlazione che va dallo 0% di maggio 2019 al 60% di gennaio 2020. Si ritiene che questo incremento sia dovuto dall’atteggiamento degli investitori che vanno a porre meno enfasi sul rischio politico idiosincratico, attribuendo un peso maggiore alle prospettive economiche europee ed alla politica monetaria della Bce.
Nel frattempo, lo spread Btp/Bund è a 136,393 punti base, dopo che Fitch ha confermato il rating sovrano dell’Italia a “BBB”, con outlook negativo. L’agenzia mette in rilievo che i rischi principali siano legati ad una crescita debole e ad un livello di debito troppo alto. Gli analisti di Commerzbank credono che questi fattori possano portare volatilità sui Btp nel breve termine in avvio di settimana, senza però influire nel trend generale di contrazione dello spread.