Prosegue il momento di avversione al rischio sui mercati obbligazionari, con gli investitori che rimangono concentrati sull’impatto economico del coronavirus. I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano in calo. Il Bund decennale quota in area -0,42%, mentre lo spread con il Btp italiano rimane stabile a 135,487 punti base.
Dalla Cina arrivano notizie positive, con il numero di nuovi contagi che è in diminuzione e, per la prima volta, il numero di guariti ha superato il numero di contagiati. Gli strategist fanno notare che, nonostante queste buone notizie, gli operatori non abbandonano i beni rifugio, come denota la discesa dei tassi governativi statunitensi e il rialzo del prezzo dell’oro.
Questa dinamica non si è però estesa al mercato primario. La Germania ha collocato 975 miliardi di euro di Bund al 2048 con un rendimento stabile dello 0,07%. La domanda degli investitori si è fermata al di sotto della quota di 1,5 miliardi offerti, lasciando l’asta tecnicamente scoperta.
Da Raiffeisen segnalano una preferenza più marcata per titoli di Stato periferici dell’area euro, rispetto a quelli dei Paesi core, poiché sono in grado di fornire rendimenti più elevati. Sottolineano che il recente calo dei tassi sui Btp li abbiano spinti a propendere maggiormente per obbligazioni sovrane spagnole. Da Dbrs riferiscono come il Paese iberico abbia registrato un significativo progresso economico e fiscale, anche più celermente di altri Stati europei. Ciò che pesa maggiormente è la situazione politica, piuttosto frammentata, gravata oltretutto dalle circostanze legate all’indipendenza catalana.