Il mercato obbligazionario italiano chiude la settimana con una seduta in lieve ribasso. Le crescenti tensioni nella penisola nordcoreana, dopo la risposta del Presidente statunitense D. Trump alla minaccia di Pyongyang di attaccare Guam, hanno ulteriormente favorito la corsa ai titoli rifugio. Ne beneficiano soprattutto i Treasury e i Bund. Il tasso decennale Usa raggiunge il 2,1906% dal 2,1975% della precedente chiusura. Il rendimento decennale tedesco, invece, scende allo 0,383% dallo 0,403% di inizio seduta. Questo venerdì ha evidenziato anche un incremento del differenziale Btp/Bund sul tratto decennale che, dopo aver toccato i 168 pb nella mattinata, è poi tornato su valori più contenuti e adesso scambia a 164,9 pb. Per quanto riguarda il rendimento decennale italiano, è in rialzo al 2,031% dal 2,022% di apertura. Sul fronte macro, è di oggi la pubblicazione dei dati sull’inflazione di diversi Paesi europei. In Italia, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,1% nel mese di luglio, in linea con il consensus, e dell’1,1% su base annuale, sempre in linea con le attese. Si registra, quindi, una frenata dell’inflazione che, al contrario, in Germania si avvicina alla soglia del 2% prevista dalle Bce. Infatti, l’indice dei prezzi al consumo tedesco è salito, a luglio, dello 0,4% su base mensile e dell’1,7% annuo. Di conseguenza, gli esperti si attendono una mossa dell’istituto di Francoforte in merito al Qe già a settembre. Questo venerdì è stato pubblicato anche il rispettivo indice statunitense, che mostra un aumento dello 0,1% mensile, inferiore alle attese (+0,2%), e dell’1,7% su base annuale, rispetto al +1,8% del consensus. Si ha quindi un calo dell’inflazione Usa, che impatterà sulle decisioni di politica monetaria della Fed. (riproduzione riservata)