L’obbligazionario italiano prosegue il trend positivo iniziato ieri, con lo spread che chiude in contrazione a 222,2 punti base e il rendimento del Btp decennale in calo all’1,86%. Allargando l’orizzonte temporale, il tasso di finanziamento del benchmark è sceso da inizio giugno di 80 pb circa, mentre lo spread si è contratto di 60. Per giustificare questo rally possono essere individuati tre fattori: la possibilità di nuove misure di stimolo da parte della Bce, tra cui una riapertura degli acquisti netti di asset (ovvero il Qe); il mare di rendimenti negativi sull’obbligazionario europeo, che lascia gli investitori alla disperata ricerca di ritorni positivi; il tono più conciliante nelle trattative tra il Governo e la Commissione Ue, con l’aggiustamento di bilancio votato nel Cdm di ieri. Tuttavia, il quadro italiano in termini di crescita, conti pubblici e rating creditizio rimane debole. Nel frattempo, il rendimento del Bund resta incollato al minimo storico aggiornato ieri al -0,366%. Ad alimentare la corsa agli acquisti, non solo sul decennale tedesco ma su tutto l’obbligazionario europeo, sono stati i commenti di alcuni esponenti di rilievo della Bce, che hanno dato un ulteriore impulso alle aspettative di un maggiore stimolo monetario. Infatti, gli operatori sperano che l’Istituto di Francoforte, dato il rallentamento della crescita nell’Eurozona e un’inflazione al di sotto dell’obiettivo (+2%), riattivi il Qe e tagli i tassi di interesse sui depositi dal -0,4% al -0,5%. Infine, sul fronte macro, l’indice dei prezzi alla produzione industriale nell’area euro è sceso a maggio dello 0,1% su base mensile, mentre è aumentato dell’1,6% a livello annuale; il dato è lievemente sotto il consenso degli economisti (+1,8% a/a).