L’andamento dei titoli governativi è proseguito senza sussulti, con gli investitori in attesa dei verbali della riunione di metà marzo del Fomc, la cui pubblicazione è prevista per le ore 20. Negli Usa, i titoli sono influenzati in parte dai dati macroeconomici di oggi: il T-bond decennale tratta ad un tasso del 2,362%, in aumento di soli 1,2 pb rispetto a ieri poiché i dati danno indicazioni contrastanti sulla crescita Usa, per quanto sia evidente il suo proseguimento. Tuttavia l’andamento non sembra seguire una direzione precisa tanto che nessun ipotesi sul numero di rialzi dei tassi può dirsi rafforzata in seguito a tali pubblicazioni. Fra gli indicatori più rilevanti, a marzo la variazione dell’occupazione non agricola si attesta a 263 mila unità, battendo il consenso di 76 mila, mentre l’indice ISM non manifatturiero scende più del previsto, toccando i 55,2 punti (consenso a 57). In Europa, prevalgono le vendite sui Bund a 10 anni, come previsto ieri, mentre i Btp a stessa scadenza rimangono invariati, restringendo il differenziale fra i due titoli sotto i 200 punti. Il focus degli investitori è sempre rivolto verso le elezioni francesi: nel fiacco dibattito televisivo di ieri, il più convincente è risultato il candidato di estrema sinistra Jean-Luc Melenchon, che ha attaccato personalmente sia Fillon che Le Pen, seguito dal favorito Macron. Le chance di Melenchon sono in forte ascesa dopo che si è dichiarato pronto ad uscire dall’Eurozona, alimentando i timori che le picconate alla moneta unica potrebbero non arrivare solo dal Front National. Infine, ulteriori dubbi riguardano la gestione della riduzione di 20 miliardi degli acquisti di asset da parte della Bce: la speranza è che non ricada sul programma di acquisto di bond governativi. (riproduzione riservata)