Continua a crescere lo spread Btp/Bund: dopo la contrazione registrata in mattinata, il differenziale tratta attorno ai 247,511 punti base in chiusura. I mercati, intanto, sono sorpresi dalle dichiarazioni di alcuni membri della Banca Centrale Europea. Gli economisti di Intesa Sanpaolo ipotizzano la volontà di chiudere il programma di acquisto di titoli pubblici e privati di 2.5 trilioni di euro, entro la fine del 2018, da parte della BCE. Gli strategist di Nomura aggiungono che il primo rialzo dei tassi di interesse dovrebbe quindi arrivare a metà 2019. Questo ipotetico piano d’azione non è condiviso da Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners, che infatti afferma : "Fossi Draghi non avrei tutta questa fretta di segnalare la fine del QE già' Giovedì'". Sersale, infatti, afferma che la turbolenza osservata sugli asset italiani merita un monitoraggio più importante. Su queste basi, conclude l'esperto, "attendere 6 settimane in più, affidando la decisione al meeting del 26 Luglio, mi sembrerebbe appropriato". Tesi non supportata dai banchieri dell’Istituto di Francoforte, i quali sostengono che la situazione politica ed economica italiana non influenzerà le scelte monetarie. Infine, ulteriore considerazione da parte di Nick Kounis, head of financial markets research di ABN Amro: le aspettative sul livello del tasso di riferimento saranno “ il principale strumento di politica monetaria della Bce". L’istituto olandese, ipotizza un periodo di riduzione del QE a partire da Settembre 2018 e un rialzo dei tassi a partire da Settembre 2019. Gli ultimi dati sulla debolezza della crescita economica nell'Eurozona, però, potrebbero spingere la Bce a posticipare il graduale rialzo dei tassi.