Il mercato obbligazionario di questo giovedì segna una seduta debole, dopo un avvio al rialzo. I rendimenti sono influenzati dalle indiscrezioni, riportate dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente della Bce, Mario Draghi, potrebbe annunciare l'avvio del graduale riduzione dello stimolo all’economia in occasione del meeting a Jackson Hole. Le previsioni sono di una graduale rimozione del Quantative easing con la chiusura prevista entro il 2018. Le decisioni saranno poi funzione dell’andamento dell’economia e dell’inflazione della zona euro. Il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale di questo giovedì scambia a 177,704 punti base raggiungendo un massimo dal mese di giugno e in netto allargamento rispetto alla chiusura di mercoledì dove lo spread era pari a 174 punti base. Il tasso decennale italiano sale al 2,33% dal 2,23% della chiusura di mercoledì, anche il rendimenti dei Bund decennali sale arrivando a quota 0,603% contro lo 0,579% di inizio seduta. La sottoperformance dei Btp rispetto alla controparte tedesca è riconducibile alle offerte di metà mese. Questo giovedì, il Tesoro ha assegnato 7,25 miliardi, massimo dell'importo offerto, in Btp, registrando tassi rialzo sulle scadenze a 3 e 7 anni nell'odierna. Assegnati il Btp 15 anni settembre 2033 e un Btp off-the-run con vita residua 20 anni. Pochi spunti dal punto di vista macroeconomico. L’indice dei prezzi al consumo e l’indice ammortizzato dei prezzi al consumo dei maggiori paesi della zona euro, quali Germania Francia e Spagna, sono rimasti invariati rispetto al dato precedente sia a livello annuale che mensile. Negli Usa invece l’indice dei prezzi di produzione è aumentato dello 0,1% contro una riduzione dello 0,1% attesa e la lettura invariata di maggio. (riproduzione riservata)