Seduta di correzione, questo mercoledì, per il mercato obbligazionario italiano, che è in calo dopo il rialzo di ieri. Il trend è comunque positivo, in un contesto generalmente favorevole al debito, sostenuto dalle attese di una Bce più dovish del previsto. Infatti, un prolungamento del Qe, sebbene con importi più bassi, è una “forward guidance” che indica un ritardo nel futuro innalzamento dei tassi. Il rendimento decennale italiano sale al 2,043%, dal 2,007% di apertura, mentre il corrispondente benchmark tedesco è in rialzo allo 0,396%, dallo 0,365% del finale di seduta di ieri. Sul fronte spread, il differenziale Btp/Bund sul tratto decennale scambia in lieve aumento a 164,38 punti base. In mattinata, è intervenuto il Presidente della Bce, Mario Draghi, ma il suo discorso si è focalizzato sulle riforme strutturali dell’Eurozona, anziché soffermarsi sulle prossime mosse dell’istituto di Francoforte. Stando alle parole di Draghi, la politica monetaria della Bce non impedisce ai Governi degli Stati membri di intraprendere le riforme economiche necessarie nei rispettivi Paesi. Infatti, secondo il numero uno di Francoforte, “un basso costo del denaro tende a promuovere le riforme”. L’attenzione del mercato, in questo periodo, è rivolta soprattutto alla politica monetaria, piuttosto che a questioni politiche dei Paesi dell’Eurozona. Gli investitori continuano comunque a monitorare la situazione in Catalogna. Il leader indipendentista Puigdemont ha dichiarato che la risposta all’ultimatum di Madrid, di ritirare entro domani alle 10 la dichiarazione d’indipendenza, sarà una richiesta di maggior dialogo con il Governo centrale. Quindi, è probabile che Madrid si avvalga dell’art. 155 della Costituzione, con conseguente commissariamento della Catalogna. (riproduzione riservata)