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Pmi dell’Eurozona oltre le attese

22 settembre 2017, 17:35 Ultimo aggiornamento: 17:38

Milano Finanza Intelligence Unit

Il mercato obbligazionario italiano chiude la settimana in calo, ancora sulla scia della Fed, dimostratasi più “hawkish” delle attese. Nessuna indicazione sul tapering è arrivata, invece, da Mario Draghi, che nel suo intervento di ieri si è concentrato più sulla stabilità finanziaria che sulla politica monetaria e ha ribadito che “le misure di politica monetaria stanno sostenendo la domanda interna e il recupero dell'occupazione”. Il mercato resta concentrato anche sulla Corea del Nord, dopo le nuove minacce di Pyongyang di far detonare una bomba all’idrogeno nell’Oceano Pacifico, in risposta alle parole del Presidente Trump. La notizia ha fatto registrare un recupero degli asset rifugio, senza però causare un vero e proprio flight to quality. Infatti, il rendimento dei Bund a dieci anni, bene rifugio per eccellenza, è in calo allo 0,447%, dallo 0,455% della scorsa chiusura. Il tasso decennale italiano, invece, scende al 2,108%, dal 2,110% del finale di seduta di ieri. Per quanto riguarda lo spread, il differenziale Btp/Bund sul tratto decennale scambia a 165,20 pb. Tornando al costo di finanziamento sui principali governativi core, anche il rendimento dei Treasury a dieci anni è in ribasso al 2,2587%, dal 2,2711% di apertura. Sul fronte dei dati macro, sono stati pubblicati i Pmi dell’Eurozona, che hanno battuto le attese, aumentando così le pressioni sulla Be per una normalizzazione della politica monetaria. L’indice composito preliminare di settembre si è attestato a 56,7 punti, sopra i 55,5 del consensus e i 55,7 di agosto. Il Pmi servizi ha registrato 55,6 punti, rispetto ai 54,7 previsti e della lettura precedente, mentre il Pmi manifatturiero è risultato pari a 58,2, in rialzo dai 57,4 punti di agosto e rispetto ai 57,1 attesi. (riproduzione riservata)



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