La seduta di venerdì si conclude con lo spread Btp/bund in lieve allargamento a 290,344 punti base. L’Istat comunica che nel terzo trimestre del 2018 il Pil è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Si tratta del primo calo dell’attività economica dopo un periodo di espansione protrattosi per 14 trimestri. La causa della flessione è la contrazione della domanda interna, dato un lieve calo dei consumi e di un netto calo degli investimenti. Mentre la componente estera è stata favorita dall’incremento delle esportazioni (+1,1%). Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, afferma che il 2018 potrebbe chiudere sotto l’1% e sono in aumento i rischi di un ulteriore rallentamento nel 2019.
Per quanto riguarda la situazione del debito italiano, gli analisti di Commerzbank ritengono che sia un rischio per le previsioni di crescita dell’Eurozona e potrebbe portare ad una recessione dell’intera regione. Tuttavia, la Bce “sta supportando il debito italiano con una politica di tassi negativi ed è pronta a comprare i titoli italiani se un imminente collasso dell’Italia minacciasse l’intera Eurozona”, sostengono gli esperti. Nel tempo stesso, si attende il raggiungimento dell’accordo tra governo italiano e Bruxelles entro la prossima estate.
Christoph Rieger, head of rates and credit research, indica che il differenziale dovrebbe rimanere in un range compreso tra 250 e 350 pb nel 2019. Nel dettaglio, l’uso di toni aspri e il rallentamento economico italiano “ dovrebbero impedire una contrazione significativa neo corso della prima parte dell’anno”, mentre “la pressione del mercato dovrebbe calmare la retorica populista quando gli spread si avvicineranno alla parte alta del range”.