La seduta ha registrato grandi volumi di vendite sui titoli di Stato, con il tasso del Bund decennale che ha provato nuovamente a spingersi verso quota -0,20%, per chiudere a -0,24%. Lo spread Btp/Bund, invece, ha chiuso in allargamento a 163,354 punti base.
Il clima di maggiore positività dettato dall'accordo USA-Cina, unito ad alcuni dati macro positivi, sta spingendo gli operatori a ad adeguare le loro posizioni, in vista di fine anno, riducendo la componente più difensiva del portafoglio.
Gli indici ed i dati macro segnalano che il 2020 potrebbe essere meno duro per l'economia globale rispetto al 2019. Secondo gli esperti, infatti, l'incertezza nella politica economica ha raggiunto un picco record nell'agosto 2019, dopo che Trump aveva imposto nuove tariffe sui prodotti importati dalla Cina e minacciato dazi del 25% sulle importazioni di auto dall'Europa. Nel 2020, il mercato si attende una ripresa del commercio e della produzione manifatturiera globali, beneficiando dell’accordo parziale di “Fase 1” e del proseguimento dei negoziati per evitare una Brexit senza accordo.
Sul fronte italiano, nonostante la contrazione dell'attività industriale nel quarto trimestre 2019, il Pil chiuderà a +0,2% a/a nel 2019, mentre la stima 2020 è leggermente rivista al ribasso, a +0,5% a/a. A preoccupare i mercati sono le frizioni all’interno della stessa maggioranza sui temi più sensibili come Ilva e Alitalia. Nel 2020 un sostegno alla crescita non arriverà da una vera manovra espansiva ma da una ricomposizione delle poste di bilancio per lo 0,1% del Pil con le famiglie che beneficeranno degli effetti redistributivi di alcune nuove misure, come la riduzione del cuneo fiscale e l’aumento delle detrazioni per ecobonus e ristrutturazioni.