I rendimenti obbligazionari europei chiudono in rialzo, grazie al miglioramento della propensione al rischio. Ieri sera, coloro che si aspettavano che Christine Lagarde parlasse dell'ultimo pacchetto di stimoli della Bce sono rimasti delusi, in quanto la presidente dell'istituto centrale di Francoforte non ha menzionato nè la politica monetaria della Bce nè la necessità di uno stimolo fiscale in quei Paesi con eccedenze di bilancio.
Secondo gli strategist la decisione di Lagarde di elogiare, durante il suo discorso, il presidente del Bundestag, Wolfgang Schäuble, può essere interpretata come una mossa tattica al fine di trovare nuovi consensi tra gli oppositori del Qe, la cui ripresa è stata duramente criticata dai funzionari tedeschi della Bce e dall'opinione pubblica in Germania. Sul fronte primario la Germania ha collocato 381 milioni di euro di Bundei al 2030 al -1,28%, rispetto al -1,40% dell’asta precedente.
La Bundesbank ha reso noto che è stato accettato il 100% delle offerte al prezzo minimo e di quelle non competitive al prezzo medio ponderato. Il rendimento del Bund decennale è salito di quattro punti base al -0,32%, mentre lo spread Btp/Bund chiude poco mosso a 133,359 punti base. Il clima positivo sui mercati è stato alimentato da alcune indiscrezioni di stampa, secondo cui Cina e Stati Uniti potrebbero cancellare o ridurre parte dei dazi doganali con la firma dell'accordo commerciale di “Fase 1”. Tuttavia, gli esperti ritengono improbabile che i rendimenti del Bund aumentino in modo significativo a breve termine poichè la debole crescita economica nell'Eurozona e la politica monetaria accomodante della Bce mettono un freno a qualsiasi possibile rivalutazione significativa dei rendimenti del Bund.