L’obbligazionario dell’Eurozona mantiene anche oggi un atteggiamento prudente, dopo la pubblicazione del dato sulla fiducia economica in Germania. L’indice Ifo si è attestato a 97,4 punti a giugno, in discesa rispetto ai 97,9 del mese scorso, ma marginalmente sopra le stime del consenso degli economisti (97,3 punti). L’indicatore relativo alle condizioni attuali si è assestato a 100,8 punti, mentre quello sulle aspettative è a 94,2. Il driver principale delle pressioni al ribasso nel mercato è ancora rappresentato dalle aspettative degli investitori, i quali ipotizzano un taglio dei tassi d’interesse o un’implementazione di altre misure di accomodamento monetario da parte della Bce. Infatti, nella seconda metà del 2019, è probabile che le principali banche centrali globali seguano l’esempio della Federal Reserve, tagliando i tassi d’interesse; altre, come Bank of England, dovrebbero invece mantenere una posizione di attesa. Nei prossimi mesi le incertezze geopolitiche, le tensioni commerciali e la Brexit rimarranno i principali fattori di rischio, insieme alla possibilità di elezioni anticipate in Italia, che dovrà anche fare i conti con la legge di bilancio 2020. Nel frattempo, il rendimento del Bund resta stabilmente in territorio negativo al -0,31%, vicino al minimo storico aggiornato la scorsa settimana (-0,326%); i Btp hanno perso quanto guadagnato in apertura di seduta, con il decennale che scambia con un rendimento del 2,16%. Di conseguenza, il differenziale chiude in lieve allargamento a 247,1 pb a causa dell’indiscrezione secondo cui la decisione della Commissione Europea sulla procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia non è stata cancellata, ma solamente posticipata al 2 luglio, in attesa delle controdeduzioni italiane.