I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in rialzo di circa due punti base, con quello del Bund decennale al -0,49%, dopo che la Fed ha tagliato il suo tasso di interesse di riferimento di 25 pb, in linea con le aspettative del mercato. Gli investitori, che consideravano un taglio dei tassi di 25 pb come un fatto certo, sono rimasti sorpresi dal fatto che tre funzionari votanti fossero contrari ad abbassare il benchmark a breve termine di un quarto di punto percentuale e che solo sette dei 17 membri della Fed abbiano previsto, per quest'anno, un ulteriore taglio dei tassi. Il grado di dissenso tra i membri della Fed, secondo gli analisti, indica l’incertezza sullo stato di salute dell’economia globale. In Europa, gli stimoli promossi dalla Bce hanno continuato a essere di supporto per i mercati non-core anche se, Mario Draghi, ha espresso la necessità di utilizzare maggiormente la politica fiscale per migliorare le previsioni sull’inflazione e la crescita economica. Tali politiche hanno sollevato critiche da molti Stati europei: finora, ad aver risposto alle richieste di stimoli, è stato solo il Governo dei Paesi Bassi, con il ministro delle Finanze che ha comunicato ieri che il surplus di bilancio verrà ridotto dall'1,2% allo 0,3%, per offrire supporto al ciclo monetario. Sul fronte italiano, gli esperti, fanno notare come il rischio politico che aveva pesato sull'Italia negli ultimi mesi si è attenuato, grazie ad un Governo meno euroscettico ed a programmi economici più favorevoli al mercato, fattore che in passato aveva invece rappresentato un ostacolo significativo.
Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a quota 138,706 pb, rispetto ai 138,131 della chiusura di ieri.