I rendimenti dei titoli di Stato europei trattano in lieve calo, con gli investitori che rimangono in attesa della decisione sui tassi d'interesse da parte della Fed. Il mercato, stasera, si attende una riduzione di 25 pb, all'1,75% dal 2% attuale, in quanto, la Fed, è costretta a reagire energicamente ai crescenti rischi economici, anche in relazione al persistente conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina. Nel frattempo, sul primario, la Germania ha collocato 948 milioni di euro di Bund al 2050 con un rendimento allo 0,05%, in aumento rispetto al -0,11% dell'emissione precedente, che rappresentava un minimo storico. Tuttavia l’asta è risultata tecnicamente scoperta in quanto le richieste da parte degli investitori si sono fermate a 1,134 miliardi di euro rispetto agli 1,5 miliardi offerti.
Sul fronte italiano, i Btp hanno subito una certa pressione esercitata dall'annuncio del ritiro di Matteo Renzi dal PD, tuttavia i mercati sono fiduciosi della solidità del Governo nel breve termine, poichè il PD continuerà a sostenere il nuovo esecutivo. Gli esperti prevedono, quindi, una ripresa del restringimento dello spread Btp/Bund, che dovrebbe arrivare a 125 pb alla fine dell'anno. Il trend di contrazione dello spread proseguirà grazie alla minore probabilità di scontri con la Commissione europea, al sostegno della Banca centrale europea ed ad un miglioramento del bilancio strutturale rispetto ad aprile 2018. Lo spread Btp/Bund chiude a 138 pb rispetto ai 139,658 pb della chiusura di ieri. Secondo gli analisti, gli investitori, continueranno ad acquistare i titoli di Stato italiani, spinti dalla continua ricerca di rendimenti: i Btp risultano essere meno vulnerabili ai conflitti commerciali e al rallentamento economico, rispetto alle azioni italiane.