I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono scesi, in una seduta senza dati macroeconomici significativi o emissioni di rilievo. Il tasso di finanziamento del Bund decennale è sceso a -0,26%, a seguito dei timori legati alla diffusione del virus cinese. L'attenzione degli investitori resta focalizzata sulla riunione di domani della Banca centrale europea e sulla pubblicazione dei Pmi preliminari del Vecchio Continente di venerdì.
La Banca centrale europea dovrebbe fornire alcune indicazioni sulla direzione futura della sua politica monetaria e sulla revisione strategica, con gli operatori che attendono alcuni dettagli sul mandato relativo alla stabilità dei prezzi e, in particolare, al target di inflazione. La Bce, infatti, potrebbe decidere di adottare una qualche forma di obiettivo simmetrico sull'inflazione, consentendo ai prezzi di “sconfinare” sopra e sotto il target.
Sull'obbligazionario continua poi a prevalere la cautela a seguito dei timori che, il coronavirus, si trasformi in una nuova pandemia, in grado di compromettere la ripresa dell’economia mondiale. Il caso di riferimento è la Sars, che si diffuse nel 2002 causando circa 8.000 infezioni e un numero di vittime di poco inferiore al 10% degli infettati. In termini economici, la Sars costò, circa, l’1% di Pil alla Cina e lo 0,5% al Sud Est Asiatico nel suo complesso. Sul fronte italiano, lo spread Btp/Bund ha chiuso poco mosso a 161,263 pb dopo aver sfiorato i 170 punti in avvio di seduta, per via della rinnovata incertezza politica in Italia dopo le dimissioni del leader del M5S.
Un cambiamento nella leadership del Movimento Cinque Stelle potrebbe aumentare i rischi di elezioni anticipate, nel caso in cui la nuova guida del M5S renderà più difficile raggiungere un accordo con il PD.