I mercati obbligazionari chiudono la settimana con una seduta caratterizzata da volumi sottili. Il differenziale di rendimento tra i Btp e i Bund sul tratto decennale è in allargamento, arrivando a 176,545 punti base rispetto ai 174,673 di giovedì. Il picco massimo odierno a stato raggiunto dopo l’asta di Btpei (Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione Europea) e Ctz (Certificati del Tesoro Zero Coupon) quando lo spread ha raggiunto i 177,436 punti base. Con l’emissione di oggi, l’Italia ha collocato quasi l’intero ammontare offerto (4,956 contro i 5 miliardi massimi disponibili). L’ammontare è suddiviso in 3,5 miliardi di euro di Ctz al -0,078%, 984 e 472 miliardi di euro dei due Btpei maggio 2018 e settembre 2041 rispettivamente all’1,21% e all’1,78%. L’asta dei Btpei e dei Ctz ha avuto un riscontro positivo e i rendimenti negativi dimostrano che le aspettative degli investitori sono di un’inflazione italiana debole. Le aste pesano sullo spread e sul mercato italiano odierno che registra un andamento peggiore rispetto al resto dell’Eurozona. I tassi decennali dei Btp scendono a 2,102% rispetto ai 2,138% di inizio settimana. Anche sul fronte macroeconomico l’Italia mostra risultati deludenti: il livello di fiducia delle aziende risulta sotto le attese scendendo a 106,9 dai 107,7 dello scorso mese e dai 108 previsti e l’indice della fiducia dei consumatori cala a 105,4 dai 107,4 precedenti e 107,3 previsti dal consensus di mercato. I dati quindi delineano una situazione italiana insoddisfacente nel breve termine. Risultati opposti per gli Stati Uniti che registrano un aumento del PIL trimestrale dell’1,2% nettamente superiore alle attese degli economisti (0,9%) e delle stime precedenti (0,7%). (riproduzione riservata)