Il mercato obbligazionario europeo mostra un calo, influenzato dai nuovi prezzi in aumento del greggio mosso dall’accordo dei partecipanti e non all’OPEC. La decisione sembra orientata verso la riduzione dell’eccesso delle scorte e nel continuare il taglio della produzione per altri 6 mesi. L’incremento del prezzo del petrolio potrebbe avere delle conseguenze sull'inflazione. Ulteriore incertezza che verte sull’obbligazionario è data dalla drastica decisone di ieri del presidente Usa Trump. Dopo aver licenziato il direttore dell’Fbi James Comey, gli investitori sono incerti sulla sua capacità di realizzare le promesse sostenute durante la compagna elettorale. Sull’obbligazionario italiano incide l’asta dei titoli di stato di medio lungo termine. Il Tesoro ha deciso di collocare 7,194 miliardi di euro, valore leggermente inferiore all’obiettivo (7,25 miliardi). Il tasso decennale italiano sale a 2,29% rispetto al 2,25% di mercoledì e lo spread Bund/Btp rimane quasi invariato a 183,99 punti base. Resta stabile anche lo spread tra i decennali tedeschi e quelli francesi, dimostrazione del fatto che il mercato ha ampiamente prezzato la scontata vittoria del centrista Emmanuel Macron. Il comitato di politica monetaria della Bank of England ha deciso, con una maggioranza schiacciante, di lasciare i livelli dei tassi d’interesse a 0,25%. Dato lo scenario dei mercati ancora molto incerto dopo la Brexit e i dati macroeconomici poco promettenti, i vertici del BoE preferiscono attendere prima di promuovere un aumento dei tassi d’interesse. I dati, infatti, mostrano un calo della produzione manifatturiera maggiore del previsto(-0,6%), dimostrando che si stanno verificando le conseguenze del voto dello scorso anno sulla Brexit. (riproduzione riservata)