Il mercato obbligazionario italiano chiude la settimana in territorio positivo, in linea con il resto del comparto della zona euro. Il trend è stato innescato ieri dalle parole del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. La decisione presa è stata quella di confermare l’attuale politica monetaria accomodante e di lasciare invariati i tassi d’interesse. Il presidente sostiene che nonostante la crescita dell’economia della zona euro si sia mostrata forte e supportata dai dati macroeconomici positivi, l’inflazione è ancora troppo debole e lontano dal target prefissato dall’istituto centrale (previsto intorno al 2%). Il presidente inoltre ha sottolineato che nel caso in cui ci dovesse essere un peggioramento del quadro economico europeo, l’istituto centrale sarebbe pronto ad aumentare l’acquisto di bond attualmente pari a 60 miliardi di euro. L’atteggiamento da colomba di Draghi è stata una sorpresa per i mercati che si aspettava notizie più positive date le stime sull’economia europea. Non esiste quindi un calendario preciso seguito dalla Bce, ma sembra che la discussione in merito ad un graduale inizio di rimozione dello stimolo monetario possa avvenire nel meeting del prossimo autunno, con inizio solo a partire dal 2018. Il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale di questo venerdì scambia a 163,215 punti base, minimo dai primi di gennaio ma non lontano dalla chiusura di giovedì pari circa a 158 punti base. Ora gli investitori attendono la riunione del Fomc di settimana prossima, prevista per mercoledì 26 luglio. Gli esperti ritengono che la decisione sarà di lasciare invariata la politica monetaria ma comunque di annunciare un prossimo inizio di un graduale restringimento della politica monetaria statunitense. (riproduzione riservata)