Il rendimento del Bund decennale è in calo a -0,036% dopo che gli ordini al settore manifatturiero in Germania, in termini destagionalizzati, sono saliti dello 0,6% a livello mensile, mentre sono scesi del 6% su base annuale a marzo. Il dato ha deluso leggermente il consenso degli economisti, i quali si aspettavano una crescita dello 0,8% a livello congiunturale. Per quanto concerne lo spread Btp/Bund, esso chiude in allargamento a 265,128 punti base. Alla debolezza del Btp, che dura da ieri, ha contribuito il taglio delle stime di crescita economica dell’Italia da parte della Commissione europea. Dopo il +0,9% del 2018, ora nelle sue previsioni economiche di primavera per quest'anno stima un +0,1% del pil, a cui dovrebbe seguire un +0,7% nel 2020. In aggiunta, il deficit-pil è visto salire al 2,5% quest’anno e al 3,5% il prossimo, sopra la soglia limite del 3% del Patto di stabilità e di crescita. Bruxelles ha anche previsto un peggioramento dei parametri chiave sui conti pubblici dell'Italia, in particolare sul debito e sul deficit strutturale. Il debito pubblico italiano è stimato dalla Commissione Ue al 133,7% nel 2019 e al 135,2% nel 2020, mentre il deficit strutturale passa dal 2,2% del 2018 al 2,4% di quest'anno, con un 3,6% per il 2020. Inoltre, l’Ue si aspetta che il tasso di disoccupazione in Italia aumenti a seguito dell'introduzione del reddito di cittadinanza. L’Italia si conferma, quindi, fanalino di coda per tasso di crescita in Eurozona. Un’altra causa dell’allargamento del differenziale sono le incertezze legate al settore commerciale dopo le minacce contro Pechino del presidente Usa, Donald Trump, che spingono gli investitori ad acquistare Bund, tra alcuni dei beni rifugio per eccellenza.