Non si ferma la corsa dello spread Btp/Bund, partita ieri dopo che il vicepremier Matteo Salvini si è detto pronto a sforare le regole europee sul deficit/Pil per dimezzare il tasso di disoccupazione in Italia. Le dichiarazioni politiche, sempre più aggressive con l’avvicinarsi delle elezioni europee, e le tensioni al governo stanno spingendo in salita il rendimento del Btp (2,75%), mentre quello del Bund scende per le incertezze commerciali (-0,10%), dopo aver segnato un nuovo minimo da inizio 2019 (-0,132%). Inoltre, la pressione sui titoli di Stato italiani potrebbe prolungarsi per settimane, poiché è atteso a inizio giugno un nuovo giudizio della Commissione Europea sui conti pubblici dell’Italia. Il differenziale chiude, dunque, in lieve salita a 286 punti base, dopo aver superato due volte quota 290. Dal minimo di periodo di un mese fa a 237 pb, il differenziale è aumentato di circa 50 punti. Questo movimento riflette una combinazione di incertezza politica e di minore propensione al rischio a livello globale: l’avvicinarsi delle elezioni europee accresce il rischio di cali improvvisi legati a dichiarazioni politiche. In questo contesto di elevata volatilità, è normale per gli investitori ridurre la propria esposizione al debito italiano. Sul fronte macro, nessuna sorpresa dal Pil dell’Eurozona che, secondo quanto è emerso dalla seconda lettura, è cresciuto dello 0,4% a livello trimestrale e dell’1,2% su base annuale nel primo trimestre di quest’anno. Il dato è in linea al consenso degli economisti e alla prima lettura. Per quanto riguarda il mercato primario, la Germania ha collocato 806 miliardi di euro di Bund al 2048, con un tasso in calo allo 0,54%, il minimo da metà 2016.