Il differenziale tra Btp e Bund tratta in allargamento a 293,849 punti base, rispetto alla chiusura di ieri a 289,208 pb. La Commissione Europea ha aggiornato le stime sul Pil e sul debito italiano. Nello specifico, l’organo europeo ha alzato la stima di crescita del Pil all’1,2% per il 2019 e nel 2020 è prevista all’1,3%. Si tratta di numeri ben diversi da quelli indicati dal Governo italiano nel Documento programmatico di bilancio, in cui viene stimato un +1,5% per il 2019 e un +1,6% per il 2020. Il rialzo dei salari e dell’occupazione fa aumentare i consumi privati a ritmi moderati, anche se l’incremento dei prezzi del petrolio avrà un impatto sulla spesa dei consumatori. Nel documento europeo viene indicato che “un prolungato rialzo dello spread peggiorerebbe le condizioni di finanziamento delle banche e ridurre ulteriormente l’offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe togliere spazio agli investimenti privati”. Inoltre, la Commissione prevede un rapporto deficit/Pil all’1.9% nel 2018, al 2,9% nel 2019 e al 3,1% nel 2020. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha affermato che le stime sul deficit sono in netto contrasto con quelle di Roma, in quanto l’esecutivo prevede un 2,4% nel 2019 e un 2,1% nel 2020. Nonostante ciò, il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo italiano è impegnato a rispettare. Infine, il livello del debito/Pil rimarrà stabile e intorno al 131%, a causa del peggioramento dei conti pubblici e dei rischi al ribasso sulla crescita del Pil. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rimane fiducioso sulle stime italiane che vedono diminuire il rapporto debito/Pil al 130% nel prossimo anno e fino al 126,7% nel 2021.