Da Bruxelles giungono notizie sempre più negative riguardo l’utilizzo degli eurobond. Il portavoce della Commissione europea, infatti, esclude l’emissione congiunta di debito, data la diversità di opinioni riscontrate tra i Paesi membri. Aggiunge che, in una situazione complicata come questa, ci deve essere più che mai unità d’intenti, in modo da fronteggiare al meglio la recessione attuale. Anche il vicepresidente della Banca Centrale Europea sostiene che i coronabond non siano l’unico strumento per combattere il Covid-19 e neppure quello più potente, sostenendo che lo strumento realmente efficace sia la BCE stessa.
La fiducia sull’operato europeo torna dunque a calare, lo spread BTP/Bund si allarga a 200 punti base. Il decennale italiano rimane sensibile alle dinamiche del sentiment del mercato, su cui pesano, inoltre, le notizie di un deficit pubblico sempre più elevato. Gli strategist di Unicredit rimangono però fiduciosi, poiché la flessibilità del nuovo piano di acquisti varato dalla Banca centrale sarà di supporto per il mercato obbligazionario del Paese.
Da segnalare che l’offerta di titoli di Stato settimanale sarà corposa, con aste previste in Italia, Germania, Francia e Spagna.
Gli analisti di Eurizon, nel frattempo, nonostante l’aumento dei differenziali con il Bund tedesco, suggeriscono un posizionamento sui titoli governativi delle aree periferiche, in modo da cogliere un potenziale restringimento degli spread dopo l’intervento annunciato dalla BCE. La SGR adotta un giudizio positivo anche su corporate bond investment grade, bond high yield e titoli di Paesi emergenti, poiché ritengono poco appetibili i tassi governativi ad alta qualità e non in grado di garantire la giusta protezione.