E’ stata una settimana decisamente tosta ed impegnativa per il mercato obbligazionario, il quale dopo essere stato messo a dura prova dalla sentenza della Corte Costituzionale tedesca, punta ora i propri riflettori sull’evento di questa sera, quando Dbrs e Moody’s saranno chiamate ad esprimere un giudizio sul grado di affidabilità dell’Italia. Particolare attenzione rivolta a quest’ultima, la quale torna così alla ribalta dopo che nel lontano ’91 era stata decisiva nel revocare il livello di “tripla A” proprio all’Italia, declassandola ad AA1 prima che Standard and Poor’s le riassegnasse nel ’95 il massimo del rating.
Moody’s ha attualmente un giudizio appena un livello sopra la categoria “junk” e secondo la maggior parte degli analisti questa sera è lecito non aspettarsi ulteriori sorprese se non in termini di “outlook”.
Nel frattempo, lo spread chiude in netta contrazione a 232,71 punti (-12,60) dopo che il presidente della BCE Lagarde ha stamani ulteriormente rassicurato i mercati, evidenziando come l’istituto risponda esclusivamente al Parlamento Europeo e non vi sia alcun motivo per credere che la stessa BCE possa in qualche modo cambiare i propri programmi di acquisto, ancor più alla luce dell’emergenza pandemica in corso.
Capitolo Eurogruppo: la riunione in videoconferenza prevista per le 15:00 vedeva come obiettivo principale il raggiungimento di un accordo politico sul PSP del Mes, al fine di delinearne le modalità per poterlo attuare entro l’1 Giugno. Dombrovskis, vicepresidente della Commissione UE, ha assicurato che le condizioni di prezzo e le scadenze dei prestiti saranno flessibili e vantaggiose per gli stati, i quali potranno ottenere fondi da investire in spese mediche fino al 2% del proprio PIL.