Carta italiana in territorio positivo, in chiusura di settimana, allineata con la quasi totalità del comparto europeo, sostenuta dai segnali di robustezza dell’economia giunti dal Pmi ma anche dall’avvicinarsi della fine dell’anno, periodo caratterizzato da un'offerta leggera. Il rendimento del Btp a dieci anni si attesta all’1,700%, in calo dall’1,748% della chiusura di ieri, al minimo da inizio novembre: secondo gli operatori, se il tasso dovesse scendere al di sotto di questo livello, dovrebbe poi rimbalzare, considerando anche il probabile concambio da parte del Tesoro che dovrebbe tenersi nella settimana dall’11 al 15 dicembre. Il benchmark tedesco agosto 2027 rende lo 0,300%, in ribasso dallo 0,367% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale viaggia a 136,82 punti base dai 138 del finale di ieri, avvicinandosi a 136, minimo dall’inizio dello scorso mese. Dal fronte macro, sono giunti dati contrastanti: l’Istat ha tagliato le stime sul Pil allo 0,4% dallo 0,5% su base trimestrale e all’1,7% dall’1,8% a livello annuale. Buone notizie invece dal Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di novembre, salito a 60,1 punti dai 58,5 di ottobre e leggermente superiore ai 60 del consensus, al livello più elevato da oltre 17 anni, raggiunto durante la bolla dot-com. L'indice Pmi manifatturiero dell'Italia si è attestato a 58,3 punti, al di sopra dei 57,8 di ottobre e leggermente al sotto dei 58,5 delle stime. Passando alla politica monetaria, le aspettative dei mercati di un rialzo dei tassi da parte della Bce nel 2019-2020 sono molto basse: a detta degli analisti, l’Istituto di Francoforte dovrebbe procedere a un tapering molto graduale, anche se la ripresa economica sembra solida e l’inflazione crescere. (riproduzione riservata)