Dopo un'iniziale euforia, che aveva portato a forti e repentine vendite sui Bund e sugli altri titoli di Stato dell'Eurozona, il mercato obbligazionario ha mostrato scetticismo sull'accordo per la Brexit raggiunto oggi tra Regno Unito e Unione Europea. I costi di finanziamento dei bond governativi della zona euro sono in diminuzione di 2 pb, con il rendimento del Bund al -0,36%. Lo spread Btp/Bund, chiude in lieve contrazione a 128,878 pb. L'intesa raggiunta dovrà essere approvata dal Parlamento britannico, che ha già respinto per tre volte l'accordo May negli scorsi mesi. Nel dettaglio, il Partito Unionista Nordirlandese (Dup), i cui parlamentari sono necessari ai Conservatori per avere la maggioranza alla Camera dei Comuni, ha già indicato che l'accordo non è accettabile. Nel caso in cui il Dup decidesse di non supportare l'accordo, è probabile che la data della Brexit venga rinviata indicendo, al contempo, un referendum o nuove elezioni.
A pesare sui rendimenti anche il taglio delle stime di crescita economica della Germania: il Governo tedesco ha tagliato le stime di crescita all'1% per il 2020, dall'1,5% precedente. Il Ministero dell'Economia, ha precisato che il Paese non sta tuttavia affrontando una crisi e, per quest'anno invece, Berlino stima ancora il tasso di espansione del prodotto interno lordo allo 0,5%. Sul fronte italiano, gli economisti stimano che, fra Commissione europea e Italia, non si verificherà verosimilmente nessun braccio di ferro in merito alla manovra finanziaria 2020 presentata dal governo Conte bis. Rispetto ai 35 miliardi previsti inizialmente, la manovra ha ora un costo di circa 14 miliardi di euro, aumentando le probabilità che la legge di Bilancio venga accolta favorevolmente e approvata dalla Commissione europea.