I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno chiuso in marginale rialzo, grazie al miglioramento del sentiment di mercato di fronte alla crescente possibilità di un accordo commerciale di “Fase 1” tra Stati Uniti e Cina.
Il rendimento del Bund tedesco è in rialzo a -0,36% e, secondo gli analisti, supererà gli attuali livelli entro la fine del 2020, ma rimarrà comunque in territorio negativo intorno a -0,25%.
Gli investitori, probabilmente, continueranno a tenere in portafoglio beni rifugio sicuri come i Bund per proteggersi da un’eventuale crisi economica duratura. Tuttavia, si stima, che con il sostegno dalla politica fiscale, gli investitori internazionali ridurranno alcune delle loro posizioni difensive, portando a un modesto aumento dei rendimenti del Bund.
Sul fronte primario il Tesoro italiano ha collocano in asta 6,5 miliardi di euro di Bot a sei mesi, con un rendimento stabile a -0,215% e domanda per quasi 10 miliardi.
Lo spread Btp/Bund ha chiuso in marginale allargamento a circa 157,463 punti base, dopo che ieri i titoli di Stato italiani hanno perso terreno pur in un contesto favorevole ai bond europei.
L’andamento dei rendimenti dei titoli italiani è riconducibile, oltre che al sentiment incerto, al volume consistente di nuove emissioni sul mercato: il Tesoro italiano, infatti, ha collocato ieri quasi 2,5 miliardi euro di Ctz e Btpei, mentre domani sarà la volta di Btp e CCTeu, con un massimo di 5,75 miliardi in asta. In tema di politica monetaria la Bce dovrebbe tagliare il tasso di deposito due volte nel 2020, portandolo al -0,70%, rispetto al -0,50% attuale. L'Istituto potrebbe anche aumentare gli acquisti del Qe fino a quota 30 mld di euro mensili, nel secondo trimestre del 2020, concludono gli esperti.