Il mercato obbligazionario europeo ha chiuso una seduta prudente, con gli investitori che non si sono sbilanciati dopo la diffusione dei nuovi dati macro. Se la produzione industriale tedesca ha nuovamente deluso le attese, il rapporto sul mercato del lavoro americano a novembre ha superato nettamente le aspettative.
Il costo di finanziamento del decennale tedesco tratta a -0,31%, mentre lo Btp/Bund ha chiuso in lieve contrazione a 163,897 pb.
La produzione industriale in Germania è scesa dell'1,7% a livello mensile a ottobre, ben al di sotto delle previsioni del consenso. Su base annuale, il dato è invece diminuito del 5,3%.
Secondo gli analisti, la lettura odierna, indica un peggioramento della recessione industriale tedesca e, su base tendenziale, l'output ha registrato il calo maggiormente significativo dal 2009. Mentre le recessioni industriali del 2009 e del 1993 si sono dimostrate profonde, quella attuale si appresta a diventare la più lunga dalla riunificazione. Gli esperti ritengono che il calo dell’output sia dovuto, in gran parte, alla contrazione della domanda di beni di investimento e, attualmente, non sono presenti segnali che indichino una possibile ripresa. Sul fronte statunitense sono stati creati 266.000 posti di lavoro a novembre, ben al di sopra delle previsioni. La crescita dell’occupazione americana potrebbe scoraggiare la Fed a tagliare ulteriormente i tassi di interesse: da agosto, infatti, i timori nei confronti della recessione hanno cominciato ad affievolirsi e il dato sostiene la convinzione di molti investitori che l'economia Usa sia solida. Tornando all’obbligazionario dell’Eurozona, dal secondo trimestre 2020 è previsto un calo dei rendimenti in quanto il volume elevato di rimborsi sarà compensato dagli acquisti della Bce.