Il rendimento del Bund decennale tratta stabile al -0,09%, sempre vicino ai minimi del 2019; resta invariato anche il rendimento del decennale italiano (+2,70%). Dunque, la giornata sul mercato obbligazionario non ha visto movimenti significativi, con i timori sul fronte commerciale e sul rallentamento della crescita globale che continuano a pesare sul sentiment, congiuntamente all’attesa per le elezioni europee. Per via delle incertezze che potrebbero emergere, la domanda di titoli di Stato (soprattutto core) da parte degli investitori resterà solida questa settimana. Il voto europeo potrebbe però essere motivo di maggior volatilità dello spread Btp/Bund, dato che l’Italia sta scontando, oltre all’incertezza politica, un difficile equilibrio dei conti pubblici. Il differenziale oggi ha chiuso poco mosso a 281,425 punti base, rispetto ai 280,11 pb della chiusura di venerdì scorso. Per questa settimana, il commercio globale e la crescita resteranno i driver più rilevanti del mercato obbligazionario. Sul fronte del commercio internazionale, Stati Uniti e Cina non hanno fatto passi in avanti. Dopo l’ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti, che ha vietato alle aziende statunitensi di avere relazioni commerciali con Huawei per motivi di sicurezza nazionale, Google ha deciso di vietare al colosso cinese delle telecomunicazioni di usare alcuni degli aggiornamenti del suo sistema operativo Android. Secondo quanto riferiscono i media cinesi, i funzionari di Pechino, dopo l’offensiva americana, sarebbero piuttosto riluttanti a riprendere i colloqui commerciali con Washington. Come se non bastasse, Donald Trump ha poi scritto alcuni tweet aggressivi nei confronti dell’Iran, spingendo in alto le quotazioni del greggio.