Dopo alcuni giorni di chiusure in calo, lo spread torna a salire registrando, in chiusura, una netta espansione a quota 240.26pb (+23,93%) in aumento di oltre 20 punti rispetto a ieri.
A scatenare questa situazione è stata, secondo uno strategist di Mps Capital Services, l’elezione di due esponenti euroscettici della Lega, Alberto Bagnai e Claudio Borghi, rispettivamente alle presidenze delle Commissioni Finanze del Senato e Bilancio della Camera.
Cancellati, quindi, gli effetti positivi dovuti alle rassicurazioni del ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria.
In giornata si evidenzia una vendita decisa sull’obbligazionario italiano che, contemporaneamente, ha colpito anche il mercato valutario e i titoli azionari bancari.
A riguardo, il decennale italiano evidenzia in chiusura un rendimento di 2,73% in aumento di +7,18% mentre quello dei Bund tedeschi si attesta a quota 0,34% in calo di -11,14%.
Per quanto concerne la fine del Qe, annunciata settimana scorsa dalla Bce, positivo è il giudizio di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank: “la fine del Qe è molto probabilmente il primo passo su un percorso pluriennale di normalizzazione graduale della politica monetaria”.
La Banca Centrale Europea, nel frattempo, non lascerà che i problemi di bilancio dei singoli Stati della zona euro influenzino le modalità e le tempistiche di uscita dal piano Quantitative Easing.
Francois Villeroy de Galhau, membro del Consiglio direttivo della Bce, ha però ammesso che l’incertezza legata alle politiche di bilancio dei singoli Paesi, rappresenta una possibile minaccia per l’economia dell’eurozona.
Il banchiere ha concluso sostenendo che l’istituto farà tutto quello che è necessario per rispettare il mandato sulla stabilità dei prezzi.