Il mercato obbligazionario italiano registra, questo mercoledì, una seduta in rialzo, in un contesto favorevole al rischio, in seguito agli sviluppi della crisi catalana, giudicati più morbidi del previsto. La Spagna sovraperforma il resto della carta periferica, con il rendimento del decennale di riferimento in calo all’1,66%, dall’1,70% della scorsa chiusura, prima dell’intervento di Puigdemont. I mercati spagnoli restano tranquilli, dopo le parole del primo ministro Rajoy in risposta alle dichiarazioni di ieri del leader indipendentista. In seguito alla proclamazione, poi sospesa, dell’indipendenza della Catalogna, da parte di Puigdemont, il governo di Madrid ha riunito d’urgenza, in mattinata, il Consiglio dei Ministri. Il Presidente Rajoy ha approvato la richiesta, alla Generalitat catalana, di conferma della dichiarazione d’indipendenza, per “grantire certezze ai cittadini catalani evitando di creare confusione”. Gli analisti confermano che non ci sono state reazioni significative al commento di Rajoy. Tuttavia, gli investitori dovrebbero mostrare prudenza, perché la crisi catalana non è ancora pienamente risolta e l’incertezza resta alta. Per quanto riguarda i titoli di stato italiani, il costo di rifinanziamento è in rialzo al 2,165%, dal 2,127% del finale di seduta di ieri. Il tasso decennale tedesco, invece, è in aumento allo 0,464%, dallo 0,442% della scorsa chiusura. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale scambia, questo mercoledì, a 169,75 punti base, in lieve calo rispetto a ieri. Sul fronte del primario, in mattinata il Tesoro italiano ha collocato 6 miliardi di Bot 12 mesi, con un tasso sceso a -0,334%, dallo 0,326% di metà settembre. L’esito dell’asta è stato positivo, in linea con le attese. (riproduzione riservata)