Il mercato obbligazionario italiano registra, questo giovedì, una seduta in rialzo, dopo le parole di Mario Draghi. Il Presidente della Bce ha dichiarato di essere pronta ad accelerare con le misure di stimolo all’economia. Il rendimento dei Btp a dieci anni è sceso all’1,924%, rispetto al 2,029% di apertura, dopo aver toccato i minimi da fine giugno a quota 1,900%. Il tasso decennale tedesco, invece, è in ribasso allo 0,307%, dallo 0,347% della precedente chiusura. Per quanto riguarda il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale, lo spread questo giovedì scambia a 160 punti base, ai minimi dallo scorso 21 agosto. Il Presidente Mario Draghi è parso meno sicuro del solito, a causa della forza della moneta unica. Il cambio si trova, infatti, ad un livello che costituisce un potente fattore deflazionistico. La Bce ha ribadito la propria politica accomodante e di essere pronta a potenziare, se necessario, lo stimolo monetario. Dalle analisi trimestrali, elaborate dall’istituto di Francoforte, tenendo conto dell’apprezzamento dell’euro, è emersa una revisione al ribasso per le stime dell’inflazione per il 2018 e il 2019. Di conseguenza, nel comunicato che accompagna la decisione della Bce, si fa riferimento alla possibilità di potenziare il programma degli acquisti Qe in termini di importo e/o durata se necessario, ossia in caso di peggioramento dello scenario o di mancata solidità della ripresa dell'inflazione. Per quanto riguarda il primario italiano, oggi verranno comunicati i quantitativi dei Bot a 12 mesi in asta martedì prossimo, e domani tipologie e quantitativi delle aste a medio-lungo termine di mercoledì 13 settembre. Sul fronte Usa, il tasso decennale statunitense scende al 2,0491%, dal 2,1046% di ieri. (riproduzione riservata)