Il mercato obbligazionario italiano chiude la settimana con una seduta in calo, in linea con il resto del comparto europeo. Nuove tensioni, infatti, sull’asse Barcellona-Madrid, dopo l’indiscrezione che i partiti indipendentisti catalani stanno lavorando attivamente alla dichiarazione unilaterale di indipendenza da presentare martedì. La forbice dei rendimenti tra Spagna e Germania è comunque in calo a 126 punti base, dai 133 pb del finale di seduta di mercoledì. Per quanto riguarda l’Italia, lo spread Btp/Bund sul tratto decennale scambia poco mosso a 168,40 punti base. Nel dettaglio, il tasso decennale italiano scende al 2,143%, dal 2,148% di apertura, mentre il costo di finanziamento sul Bund a dieci anni è in leggero aumento allo 0,457%, dallo 0,456% della scorsa chiusura. Sul fronte statunitense, il rendimento dei Treasury decennali sale al 2,3535%, dal 2,3462% di apertura. Secondo gli esperti, c’è il rischio di un nuovo lancio missilistico a lungo raggio da parte della Corea del Nord. Inoltre, la giornata odierna è ricca di dati macro Usa: i payroll, relativi al mercato del lavoro statunitense del mese di settembre, hanno registrato il primo calo mensile in sette anni, soprattutto per effetto degli uragani Irma e Harvey. Tornando all’Italia, l’attenzione del mercato è rivolta al verdetto di Moody’s, relativo al rating sovrano del Paese, che verrà reso noto solo in serata, a mercati chiusi. Il rating sovrano italiano è attualmente Baa2, con l’outlook passato da “negativo” a “stabile” lo scorso dicembre, dopo il referendum costituzionale. Il giudizio di Moody’s precede quelli di Fitch e S&P, previsti per fine ottobre. Sul fronte del primario, il Tesoro italiano si prepara per le aste di metà mese. (riproduzione riservata)