I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona continuano a rimanere poco mossi in assenza di significativi dati macroeconomici e in attesa della riunione della Bce di giovedì 25 luglio. Secondo gli analisti, l’Eurotower dovrebbe iniziare ad allentare la politica monetaria già questa settimana, segnalando l’arrivo di strumenti di stimolo nei prossimi mesi e aggiustando la forward guidance; a questo seguirà, presumibilmente a settembre, un taglio dei tassi e il riavvio del Quantitative Easing. Sempre a detta degli esperti, la Bce acquisterà asset per 30 miliardi di euro al mese per un periodo di 6-9 mesi e questo, insieme alla debole inerzia macroeconomica dell’Eurozona, dovrebbe continuare a spingere in basso i tassi obbligazionari europei. Nel frattempo, il costo di finanziamento del Bund a 10 anni tratta al -0,36%, non lontano dal minimo storico registrato il 4 luglio (-0,406%). In Italia l’assenza di evoluzioni negative sul fronte dei rapporti tra i partiti di maggioranza sta sostenendo i titoli di Stato, che recuperano il terreno perso ieri: il rendimento del nostro decennale, ora all’1,60%, continua però a rimanere sensibile ai temi politici domestici. Ciò è testimoniato dal fatto che i Btp non abbiano beneficiato dell’incoraggiante sentiment che sta caratterizzando il mercato in attesa della Bce. Lo spread con il Bund, oggi in contrazione a 196 punti base, è tornato ad allargarsi ieri dopo due settimane (chiusura a 200,8 pb), evidenziando il rischio di un aumento di volatilità quando il Governo discuterà il nuovo budget 2020 con Bruxelles. Allo stato attuale, le elezioni anticipate e la rimozione del primo ministro Conte sembrano opzioni da prendere in considerazione per porre fine alla crisi dell’esecutivo.