Prevale la prudenza sul mercato obbligazionario, anche dopo la diffusione dei Pmi preliminari di febbraio dell’Eurozona. I dati hanno superato le attese, nonostante le forti preoccupazioni legate al coronavirus, che ha bloccato l’attività economica in Cina.
Il tasso di finanziamento del Bund decennale è in discesa di un punto base, attestandosi a -0,44%.
L’indice composito dell’attività manifatturiera dell’Eurozona del mese di febbraio ha dunque mostrato segnali incoraggianti, ma i disagi nella catena di distribuzione, nel settore del turismo e nella domanda di beni causati dall’epidemia, rendono ogni previsione molto incerta. L’indice si è stabilito a 51,6 punti, in salita rispetto ai 51,3 di gennaio. Questo incremento suggerisce che l’economia non è ancora stata colpita in duramente dal coronavirus, sebbene ciò sia coerente con una crescita fiacca nel primo trimestre (solo lo 0,1%).
Gli economisti di Morgan Stanley evidenziano che gli indici dell’area euro sono stati migliori delle attese, sottolineando come l’impatto del virus sia stato modesto, sebbene ci siano delle avvisaglie di possibili peggioramenti in caso di persistenza nell’epidemia. Essi aggiungono di aspettarsi politiche che siano in grado di rispondere a qualsiasi shock prolungato da parte della Banca Centrale Europea.
Lo spread Btp/Bund, nel frattempo, tratta a 134 punti base. Gli analisti di Dz Bank sostengono che il differenziale sia sensibile agli sviluppi politici italiani e potrebbe tornare ad allargarsi, in caso di ulteriori crisi a livello governativo, che ritengono piuttosto probabili nel prossimo futuro.