Il mercato obbligazionario dell’Eurozona continua a privilegiare un atteggiamento difensivo, in attesa di valutare le misure che la BCE potrebbe adottare nel corso della riunione di settimana prossima, dopo la riduzione di 50 punti del tasso interbancario da parte della Fed.
Il Bund tedesco continua a trattare in area -0,64%, mentre il costo di finanziamento del BTP italiano è in lieve aumento a +1,02%. Lo spread, di conseguenza, si attesta a 166 punti base.
Gli economisti sostengono che l’azione messa in atto dalla banca centrale statunitense non riuscirà a compensare gli shock economici provocati dal coronavirus, poiché la politica monetaria ha il compito di compensare condizioni finanziarie restrittive e affrontare i problemi di liquidità, ma non ha la forza necessaria per fronteggiare squilibri di questo genere. Oltre ciò, aggiungono che questo taglio dei tassi non ha ben sostenuto i mercati, sottolineando come una politica fiscale mirata potrebbe impattare maggiormente.
Gli esperti tengono a ribadire che la Banca Centrale Europea non ha la capacità di ridurre i tassi come fatto dalla Fed, ma potrebbe incrementare la portata del programma di allentamento quantitativo, portandolo ad un volume mensile di 80 miliardi di euro, dai 20 attuali. Ciò aiuterebbe in maniera sensibile la componente delle obbligazioni societarie, dato che l’intervento di ieri non ha stimolato a dovere la propensione al rischio.
Sul fronte macroeconomico, l’epidemia sta provocando una forte flessione della crescita, maggiore da un decennio a questa parte. L’unica nota positiva, secondo gli analisti, è data dal fatto che lo shock sarà breve e che, in seguito a questo scenario recessivo, ci sarà con tutta probabilità un rimbalzo.