Il mercato obbligazionario italiano apre la settimana con una seduta in rialzo, ancora sulla scia delle dichiarazioni dovish del Presidente della Bce, che ha dimezzato l’ammontare del Qe ma si è detto pronto ad incrementarlo nuovamente, se necessario. Il rendimento dei Btp a dieci anni registra un calo significativo all’1,848%, dall’1,950% della scorsa chiusura, mentre il tasso decennale tedesco scende allo 0,367%, dallo 0,383% del finale di seduta di venerdì. Sul fronte spread, il differenziale Btp/Bund sul tratto decennale scambia, questo lunedì, in contrazione a 147,40 pb, aggiornando i minimi da dicembre 2016. Questo clima di mercato positivo è dovuto non solo alle parole del numero uno di Francoforte, ma anche all’upgrade di S&P. A sorpresa, infatti, S&P ha alzato il rating a lungo termine dell’Italia da BBB- a BBB, con outlook stabile. Tale decisione si basa su una ripresa economica stabile, su una crescita costante del mercato del lavoro e sulle misure adottate per consolidare il sistema bancario. Fondamentale è stato anche il miglioramento dei conti pubblici, che ha reso possibile una riduzione del rapporto debito/Pil. Gli esperti ritengono che la mossa di S&P sia importante, in quanto allontana il rischio di un declassamento a spazzatura e potrebbe migliorare l’attrattività degli asset finanziari italiani per gli investitori esteri più sensibili ai rating. Inoltre, un altro aspetto rilevante, legato al giudizio di S&P, è che si tratta del primo miglioramento del rating dall’inizio della crisi del debito. In questo contesto positivo, le aste odierne di Btp sono state un successo: il Tesoro ha collocato 8,5 mld di Btp a 5 e 10 anni e del nuovo Ccteu aprile 2025, con rendimenti ai minimi da fine dicembre sui entrambi i Btp. (riproduzione riservata)