I mercati obbligazionari rimangono quieti in attesa delle presidenziali francesi. Nell’ultimo giorno di apertura prima delle elezioni, i titoli governativi subiscono correzioni molto leggere rispetto ai valori di ieri, lasciando spread e rendimenti sostanzialmente invariati; in particolare si osservi che il differenziale fra Oat e Bund tratta a 63 punti, sui minimi bimestrali. L’attentato di ieri sera, che può essere visto come un tentativo dell’Isis di influenzare le elezioni data l’inusuale rapidità della rivendicazione, non ha intaccato il sentiment degli investitori, ma aggiunge ulteriori incertezze a causa della difficoltà di determinare il candidato che ne trarrebbe vantaggio. Probabilmente Macron sarà il più penalizzato, ma non necessariamente aumenterà il consenso per Le Pen: una vittoria della nazionalista alimenterebbe il sentiment anti-islamico, aprendo la strada a Daesh per reclutare nuovi seguaci. Data la percentuale di indecisi e la tendenza dei francesi a votare con la pancia al primo turno, domenica un’affermazione di Le Pen è molto probabile, per quanto i sondaggi indichino Macron come favorito. Nella corsa a quattro, gli investitori preferiscono una vittoria di Macron o di Fillon data la similitudine di idee: entrambi sono a favore di Europa, flessibilità del mercato e sostenibilità del debito. Al contrario, nonostante le fazioni opposte, Melenchon e Le Pen puntano sulla rinegoziazione dei poteri con l’UE e sul protezionismo, senza avere idee chiare su lavoro e fiscalità. Con l’esito noto lunedì mattina, in apertura peserà la vittoria o sconfitta dei candidati preferiti dai mercati mentre, nel lungo termine, sui titoli periferici influirà in negativo solo un secondo turno Le Pen-Melenchon ed in positivo un ballottaggio Fillon-Macron. (riproduzione riservata)