Il mercato obbligazionario nell’area Euro resta in attesa di un ulteriore accomodamento da parte della Banca Centrale Europea in occasione del prossimo meeting, se non addirittura prima. Per gli operatori, una mancanza di interventi lascerebbe esposti l’azionario e gli spread. Il differenziale tra BTP e Bund è, infatti, in netto rialzo a 175 punti base, con il tasso di finanziamento del decennale tedesco che tratta a -0,68.
Una recessione tecnica in Italia è molto probabile, data la diffusione del coronavirus nelle regioni più produttive del settentrione. Gli economisti affermano che la contrazione dello 0,3%, guidata principalmente dalle dinamiche delle scorte nel quarto trimestre, difficilmente si invertirà in avvio. Prevedono una flessione sia nel primo che nel secondo trimestre del 2020, con un progressivo rimbalzo a partire dal terzo. Concludono dicendo che, data la natura dello shock, ritengono il rischio recessione superiore ad una possibile soluzione nel breve.
Nonostante non sia ancora pienamente dimostrabile la correlazione tra lo stop dell’economia cinese e il rallentamento della crescita dell’Eurozona, la diffusione più marcata dei contagi comporterà forti riduzioni a livello di Prodotto Interno Lordo. Questo avverrà principalmente per una diminuzione delle spese al consumo da parte delle famiglie e, dal lato dell’offerta, un decremento del capitale umano per le aziende causato dalle misure cautelative. Per questa serie di motivi, gli analisti si aspettano che la BCE dia un maggiore apporto di liquidità e tagli di 10 punti il tasso di deposito.
Anche dalla Gran Bretagna, l’autorità centrale fa sapere di essere pronta a mettere in atto le misure adeguate anche prima del meeting previsto per il 26 marzo.