I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano in calo dopo la pubblicazione dell’indice Zew tedesco di luglio, che ha deluso il consenso degli economisti, alimentando le speculazioni del mercato sulla necessità di nuove misure di accomodamento monetario da parte della Bce. Nello specifico, lo Zew relativo alle attese economiche in Germania è sceso a -24,5 punti a luglio rispetto ai -21,1 di giugno (consenso a quota -19 punti); anche l’indice riferito alle attuali condizioni economiche in Germania è calato nettamente, da 7,8 punti dello scorso mese a -1,1. Il proseguimento del trend negativo degli ordini in entrata per l’industria del Paese ha peggiorato il sentiment del mercato. In aggiunta, un contenimento duraturo dei fattori che stanno causando incertezza nei settori orientati all’esportazione non è attualmente in vista: il conflitto iraniano sembra intensificarsi, la disputa commerciale in corso tra Usa e Cina continua a essere un onere per lo sviluppo economico e i negoziati tra Londra e Bruxelles per la Brexit non stanno registrando progressi significativi. Nel frattempo, il rendimento del Bund decennale scende di 1 punto base al -0,30% e quello del Btp di 3 pb all’1,61%, con lo spread che chiude ancora in contrazione a 186,3 pb nonostante le fibrillazioni all’interno del Governo per la vicenda sul dossier russo. Un impatto positivo sul differenziale è derivato sicuramente dalla conferma del rating dell’Italia (BBB con outlook stabile) da parte dell’agenzia Dbrs e dalle notizie positive fornite dalla Banca d’Italia nell’aggiornamento sul debito pubblico italiano di giugno: lo stock è risultato in calo di 8,7 mld di euro a maggio (a 2.364 mld), grazie ad una diminuzione del debito delle amministrazioni centrali.