Apertura di settimana all’insegna della stabilità per il mercato obbligazionario italiano: lo spread Btp/Bund si attesta in chiusura a quota 250,468 punti base.
Nonostante questa situazione, lo spread è ancora lontano dai livelli raggiunti negli ultimi periodi (attorno ai 220 punti, prima che la decisa espansione della settimana scorsa lo portasse sopra i 250pb).
Alla base di tutto, spiegano gli strategist di Mps Capital Services, ci sono le discussioni sulla legge di bilancio: "non aiutano certo alcune dichiarazione da parte di esponenti dell'esecutivo sul fatto che sforare i parametri di bilancio Ue non sia un tabù".
Gli economisti di Intesa Sanpaolo, inoltre, sostengono che il debito italiano è ancora sotto pressione.
Per quanto riguarda i rendimenti, quello del decennale italiano si attesta, a fine seduta, a quota 2,90 (in diminuzione di –2,98%) mentre quello del Bund tedesco è stabile allo 0,39% dopo essere diminuito significativamente nelle ultime sedute della scorsa settimana.
I mercati, però, sono ancora soggetti all’andamento della guerra commerciale Usa-Cina: si attendono, infatti, nuove evoluzioni.
Tuttavia, la settimana sarà povera in termini di nuovi dati e collocamenti obbligazionari, spiega Benjamin Schroeder, strategist di Ing. L'esperto crede che "il rendimento del Bund è destinato a superare quota 0,5% con il progressivo esaurimento del Qe, ma l'incerto scenario politico italiano sarà un significativo per quanto poco prevedibile ostacolo sulla strada della salita dei tassi".
Infine, il rendimento del bund tedesco sarà influenzato anche dal rallentamento dell’economia dell’eurozona: Ralph Solveen, analista di Commerzbank, sostiene che “questo rallentamento dovrebbe proseguire fino al secondo semestre inoltrato, e pesare sull'intera espansione economica".